sfmik19uccf75gestellpensantecreaeventux creatrix GestellEVEntux'ultimoevento: è EvENTOpoietaNte vi è la matematica non pensa è pensata la musica non pensa è pensata vi è la ragione non pensa è pensata. Eventua epievento in sé la fisica non pensa è pensata perché c'è niente-non-pensa l'ontologia non pensa è pensata di per sé dall'Essere EvENTOpensantepoetantedell'essere ontologia.
venerdì, settembre 23, 2016
mercoledì, settembre 21, 2016
GIACINTO PLESCIA 87469u5chx3wd — Write.as
87469u5chx3wd — Write.asnulla da vedere già Là è UltiMeVento è
"Nulla dal nulla" Vi è Là EvENTO nulla da vendere vuoto
È là In sé
È-EVENTO è di per sé EVENTO là nulla dal nulla" ex nihilx nihilEVENTO È al di là della dal nulla" ex nihilEVENTO nihil-creatio ex nihilcreatio ex nihilphysix crea al di là di-aldilà di È dal nulla in sé EVENTO dal nulla'-giammai-pensante-ma-sempre-pensato È exstaticreatio ex nihildell'essere creativo Creatore'Esserevento creatio ex nihilx nihileventux nihilontologico crea creazionevento."
"Nulla dal nulla" Vi è Là EvENTO nulla da vendere vuoto
È là In sé
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mercoledì, settembre 14, 2016
a c.d. GIACINTO PLESCIA Natalis Alexandri ... Historia ecclesiastica Veteris Novique Testamenti ... - Noël Alexandre - Google Libri
Natalis Alexandri ... Historia ecclesiastica Veteris Novique Testamenti ... - Noël Alexandre - Google LibriEssereventopensantepoetante dell'essere l’imago nulla
Essereventopensantepoetantedell'esserci Perché poiesix EventOpensantepoetante esserci è lì di per sé interEvEntùxpensantepoetante EventontoLogy senzaperché vi è già Là C'è crea di per sé radurablU EveNToRAduraBlu già Là'ultimeventuX è per essere.
Essereventopensantepoetantedell'esserci Perché poiesix EventOpensantepoetante esserci è lì di per sé interEvEntùxpensantepoetante EventontoLogy senzaperché vi è già Là C'è crea di per sé radurablU EveNToRAduraBlu già Là'ultimeventuX è per essere.
lunedì, settembre 12, 2016
GIACINTO PLESCIA aristoxenoxsofx: plexthonx (Volume 16): gp Giacinto p P. di monderose gp: 9781499183832: Amazon.com: Books
aristoxenoxsofx: plexthonx (Volume 16): gp Giacinto p P. di monderose gp: 9781499183832: Amazon.com: Booksla morte non pensa è pensata
l'evento è pensantepoetante creatontologoxdell'essere esserciDaseinxONtology EVEntuxpensantepoetante
Giacinto Giacinto-giacinto onde gravitazionali, increspature nello spaziotempo gravitazionali? In realtà, esse sono deboli increspature nello spaziotempo increspature nello spaziotempo crea le onde gravitazionali. È L’evento è . È L’evento è onde gravitazionaliGiacinto%2BPlescia": Giacinto p. di monderose
l'evento è pensantepoetante creatontologoxdell'essere esserciDaseinxONtology EVEntuxpensantepoetante
Giacinto Giacinto-giacinto onde gravitazionali, increspature nello spaziotempo gravitazionali? In realtà, esse sono deboli increspature nello spaziotempo increspature nello spaziotempo crea le onde gravitazionali. È L’evento è . È L’evento è onde gravitazionaliGiacinto%2BPlescia": Giacinto p. di monderose
domenica, settembre 11, 2016
GIACINTO PLESCIA eventontology — wz1e8szbxahhw — Write.as - eventontologiacinto |...
eventontology — wz1e8szbxahhw — Write.as - eventontologiacinto |...l'evento è pensantepoetante creatontologoxdell'essere esserciDaseinxONtology EVEntuxpensantepoetante
Giacinto Giacinto-giacinto onde gravitazionali, increspature nello spaziotempo gravitazionali? In realtà, esse sono deboli increspature nello spaziotempo increspature nello spaziotempo crea le onde gravitazionali. È L’evento è . È L’evento è onde gravitaziona
Giacinto Giacinto-giacinto onde gravitazionali, increspature nello spaziotempo gravitazionali? In realtà, esse sono deboli increspature nello spaziotempo increspature nello spaziotempo crea le onde gravitazionali. È L’evento è . È L’evento è onde gravitaziona
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GIACINTO PLESCIA l'evento è pensantepoetante — Write.as
wz1e8szbxahhw — Write.as
l'evento è pensantepoetante creatontologoxdell'essere esserciDaseinxONtology EVEntuxpensantepoetante
Giacinto Giacinto-giacinto onde gravitazionali, increspature nello spaziotempo gravitazionali?
Giacinto Giacinto-giacinto onde gravitazionali, increspature nello spaziotempo gravitazionali?
In realtà, esse sono deboli increspature nello spaziotempo increspature nello spaziotempo crea le onde
gravitazionali.
È L’evento è.
È L’evento è onde gravitazionali
venerdì, settembre 09, 2016
GIACINTO PLESCIA 9kzb4ampi9udi — Write.as
Ontologia dell’opera d’arte mah…essere per la salvezza dell’essere significa essere per la salvezza dell’arte?
E l’opera d’arte
aiuterà l’essere a salvarsi?
Mah… solo l’opera d’arte ci può salvare?
E solo l’arte salverà l’essere o il mito ontoteologico della salvezza della mondità?
Solo l’arte ci potrà
salvare?
mercoledì, settembre 07, 2016
GIACINTO PLESCIA Kataweb.it – Blog – tranxontologiax » Blog Archive » Pascal.6 – canna pensante | La Botte di Diogene – blog filosofico | giacintopia
GIACINTO PLESCIA Pascal.6 – canna pensante | La Botte di Diogene - blog filosofico
la rivoluzione non pensa è pensata
la musica non pensa è pensata il niente non pensa è pensato
al di là è interpretevento interEvENTO "il sistema non pensa è pensato lA poietica non pensa è pensata la creatività non pensa è pensata l'intenzionalità non pensa è pensata la volontà non pensa è pensata. EvENTOpoietico exstatico. La Verità non pensa è pensata l" epistemica non pensa è pensata il systema non pensa è pensato physix-non-pensa-è-pensata la metafisicA non pensa è pensata interpretEvENTO ontologico la teoria non pensa è pensata la verità-non-pensa il sistema-non-pensa. È ontoEvENTO l'epistemica-non-pensa la poiesix non pensa è pensata l'exsistenza non pensa è pensata è epiparadossalEvENTO in sé da sé. Il mito non pensa è pensato c'è in sé Kaosmox non pensa è pensato: è EvENTOpoietaNte vi è la matematica non pensa è pensata la musica non pensa è pensata vi è la ragione non pensa è pensata. Eventua epievento in sé la fisica non pensa è pensata perché c'è niente-non-pensa l'ontologia non pensa è pensata di per sé dall'Essere EvENTOdell'essere ontologia. L'essenza noN pensa è Pensata l'artificialità non pEnsA è pensata la metafisica-non-pensa è pensata epinoumena non pensa è pensata fenomena-non-pensa da sé è pensata dà a sé-è filosofia ma non pensa è pensata
Anassimandrontologia dell'essere fenoumeno epistemologico eventONtologia sé crea dinami`Crea sé da sé-crea di sé il sé-'sé- di
sé vi è
vi è ontopoietico ontologiaCrea `scienza della creazione crea crea. Crea dal nulla creatio ex nihilcrea Creatore, che èinterpretazione locale dell'evento creazione ex nihilo (dal nulla) creazione , Creare , `per createa € ™,` per far exista, ex nihilo nihil fit interpretata come `nulla viene dal nulla '. Su questo schema, la creazione è creatio ex nihilo spaziale creat'ultimo paradosso epiparadossoLa Botte di Diogene - blog filosofico
GIACINTO PLESCIA Ilmiolibro.it
la fondazione non pensa è pensata
la rivoluzione non pensa è pensata
la musica non pensa è pensata il niente non pensa è pensato
al di là è interpretevento interEvENTO "il sistema non pensa è pensato lA poietica non pensa è pensata la creatività non pensa è pensata l'intenzionalità non pensa è pensata la volontà non pensa è pensata. EvENTOpoietico exstatico. La Verità non pensa è pensata l" epistemica non pensa è pensata il systema non pensa è pensato physix-non-pensa-è-pensata la metafisicA non pensa è pensata interpretEvENTO ontologico la teoria non pensa è pensata la verità-non-pensa il sistema-non-pensa. È ontoEvENTO l'epistemica-non-pensa la poiesix non pensa è pensata l'exsistenza non pensa è pensata è epiparadossalEvENTO in sé da sé. Il mito non pensa è pensato c'è in sé Kaosmox non pensa è pensato: è EvENTOpoietaNte vi è la matematica non pensa è pensata la musica non pensa è pensata vi è la ragione non pensa è pensata. Eventua epievento in sé la fisica non pensa è pensata perché c'è niente-non-pensa l'ontologia non pensa è pensata di per sé dall'Essere EvENTOdell'essere ontologia. L'essenza noN pensa è Pensata l'artificialità non pEnsA è pensata la metafisica-non-pensa è pensata epinoumena non pensa è pensata fenomena-non-pensa da sé è pensata dà a sé-è filosofia ma non pensa è pensata
Anassimandrontologia dell'essere fenoumeno epistemologico eventONtologia sé crea dinami`Crea sé da sé-crea di sé il sé-'sé- di
sé vi è
vi è ontopoietico ontologiaCrea `scienza della creazione crea crea. Crea dal nulla creatio ex nihilcrea Creatore, che èinterpretazione locale dell'evento creazione ex nihilo (dal nulla) creazione , Creare , `per createa € ™,` per far exista, ex nihilo nihil fit interpretata come `nulla viene dal nulla '. Su questo schema, la creazione è creatio ex nihilo spaziale creat'ultimo paradosso epiparadosso
la rivoluzione non pensa è pensata
la musica non pensa è pensata il niente non pensa è pensato
al di là è interpretevento interEvENTO "il sistema non pensa è pensato lA poietica non pensa è pensata la creatività non pensa è pensata l'intenzionalità non pensa è pensata la volontà non pensa è pensata. EvENTOpoietico exstatico. La Verità non pensa è pensata l" epistemica non pensa è pensata il systema non pensa è pensato physix-non-pensa-è-pensata la metafisicA non pensa è pensata interpretEvENTO ontologico la teoria non pensa è pensata la verità-non-pensa il sistema-non-pensa. È ontoEvENTO l'epistemica-non-pensa la poiesix non pensa è pensata l'exsistenza non pensa è pensata è epiparadossalEvENTO in sé da sé. Il mito non pensa è pensato c'è in sé Kaosmox non pensa è pensato: è EvENTOpoietaNte vi è la matematica non pensa è pensata la musica non pensa è pensata vi è la ragione non pensa è pensata. Eventua epievento in sé la fisica non pensa è pensata perché c'è niente-non-pensa l'ontologia non pensa è pensata di per sé dall'Essere EvENTOdell'essere ontologia. L'essenza noN pensa è Pensata l'artificialità non pEnsA è pensata la metafisica-non-pensa è pensata epinoumena non pensa è pensata fenomena-non-pensa da sé è pensata dà a sé-è filosofia ma non pensa è pensata
Anassimandrontologia dell'essere fenoumeno epistemologico eventONtologia sé crea dinami`Crea sé da sé-crea di sé il sé-'sé- di
sé vi è
vi è ontopoietico ontologiaCrea `scienza della creazione crea crea. Crea dal nulla creatio ex nihilcrea Creatore, che èinterpretazione locale dell'evento creazione ex nihilo (dal nulla) creazione , Creare , `per createa € ™,` per far exista, ex nihilo nihil fit interpretata come `nulla viene dal nulla '. Su questo schema, la creazione è creatio ex nihilo spaziale creat'ultimo paradosso epiparadosso
martedì, settembre 06, 2016
GIACINTO PLRSCIA ...nihilxsofiaxPONTOLOGIAXkreatorx - Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Giacinto_Plescia ONTOLOGIAX kreatorx , “Ontologia evento” (“Ontologia musika” ( “Ontologia sublime” (“Ontologia katastrofy” (“Ontologia opera d'arte” (“Ontologia della physis” (“Creatrix” (“Ontopology” - gpdimonderosex
GIACINTO PLESCIA The harmony of reason | SNS
domenica, settembre 04, 2016
GIACINTO PLESCIA eventontology — - eventontologiacinto | eventontologiacinto
logiacinto la musica non pensa è pensata il niente non pensa è pensato
al di là è interpretevento interEvENTO "il sistema non pensa è pensato lA poietica non pensa è pensata la creatività non pensa è pensata l'intenzionalità non pensa è pensata la volontà non pensa è pensata. EvENTOpoietico exstatico. La Verità non pensa è pensata l" epistemica non pensa è pensata il systema non pensa è pensato physix-non-pensa-è-pensata la metafisicA non pensa è pensata interpretEvENTO ontologico la teoria non pensa è pensata la verità-non-pensa il sistema-non-pensa. È ontoEvENTO l'epistemica-non-pensa la poiesix non pensa è pensata l'exsistenza non pensa è pensata è epiparadossalEvENTO in sé da sé. Il mito non pensa è pensato c'è in sé Kaosmox non pensa è pensato: è EvENTOpoietaNte vi è la matematica non pensa è pensata la musica non pensa è pensata vi è la ragione non pensa è pensata. Eventua epievento in sé la fisica non pensa è pensata perché c'è niente-non-pensa l'ontologia non pensa è pensata di per sé dall'Essere EvENTOdell'essere ontologia. L'essenza noN pensa è Pensata l'artificialità non pEnsA è pensata la metafisica-non-pensa è pensata epinoumena non pensa è pensata fenomena-non-pensa da sé è pensata dà a sé-è filosofia ma non pensa è pensata
Anassimandrontologia dell'essere fenoumeno epistemologico eventONtologia sé crea dinami`Crea sé da sé ; piuttosto, le connotazioni ambientali implicite
da `circostanze» (o contesto) di supporto di interpreti di auto-creazione come organizzazione di sé
by-altro . Tuttavia, anche questa seconda interpretazione è problematico in quanto il sé-altro
dualità è emergente da ciò che è prima sia sé e l'altro. Questo `prima 'può essere
(i) un `ordine inferiore 'sé-altro dualità (che prevede la possibilità di un regresso all'infinito
di tali dualità) o (ii) che è semplicemente prima dualità autonomi altro in quanto tali .
Secondo Maturana e Varela (1980), `auto 'e' altro 'emergere una volta causale-chiusura
è stato raggiunto. Ma raggiunta da cosa ? Chiaramente, questo non può essere il sistema (o
ambiente) poiché sistemi (e ambienti) sono il risultato di tale chiusura. (Infatti,
sistemi possono né essere né essere identificati prima di tale chiusura.) Prima della nascita di
sé e l'altro, non vi è alcuna distinzione tra sistema e ambiente (capitolo 3); piuttosto
vi è semplicemente il `background 'o substrato di entrambi che è un tutto ininterrotto o
plenum. Questa posizione è approvato da Maturana e Varela se stessi, vale a dire.
43
senza unità in uno spazio un autopoietico [che è, auto-produzione o organizzativo-omeostatico]
sistema non è diverso dal contesto in cui si suppone trovarsi, e, quindi, può essere solo una
sistema nello spazio di nostra descrizione dove la sua unità è concettualmente previsto. (P.94)
Tuttavia, dato che la causalità (sezione 6.4.1.3) è una relazione tra gli esseri (le cose), si
deve essere il caso che un self-altra distinzione esiste anche a livello del substrato se il
Quest'ultimo supporta causalità. Questo perché in esseri in materia, causalità richiede
delineazione dell'esistenza in dualità autonomi altro e quindi, l'adozione di un qualche tipo di
atomismo (capitolo 2). Se la relazione causale meccanicistica, cioè se i `atomi 'sono
esternamente connessi e il cambiamento nelle loro combinazioni è governata dalla necessità, la
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Capitolo 6
Poi
UN'
sis
In questo senso, Cariani (1989, 1991) semiotico-funzionalista alternativa al computazionalismo non soffre
44
dai problemi connessi con lo schema presentato dalla Kampis (1991), vale a dire. Component-sistemi. Brevemente,
questo deriva dal fatto che Cariani adotta un continuum metafisica rispetto al ontologia naturali.
Creazionismo Naive (o `scienza della creazione ') si basa su una lettura letterale della storia della creazione cristiana come
45
narrata nel libro della Genesi. McIver (1988) fornisce un ottimo biobliography annotata della letteratura
associato a questa posizione. creazionismo illuminato , al contrario, pur contestando la validità del naturalistica
teorie della provenienza di vita e di proporre una tesi alternativa, vale a dire. `disegno intelligente ', è coerente - su alcuni
formulazioni della posizione - con naturalistico evoluzione . Nella misura in cui il problema della dell'origine della vita
rimane un problema reale mentre la sua evoluzione è stata stabilita come dato di fatto, il creazionismo illuminata è una posizione
degno di considerazione.
substrato stesso sarà meccanicistico come in sistemi autopoietici concezione di Maturana
e Varela (1980). Sembrerebbe, quindi, che piuttosto che l'auto-altro essere relazione
visto come emergenti in senso assoluto dal substrato, a-ordine superiore (epi
) sé fenomenico e l'altro emergono come causalmente-sopravveniente su un auto messa a terra e
altri nel substrato. Tuttavia, il problema di sé e viene quindi spostato al
substrato stesso: Data la natura ontical del substrato, è legittimo mettere in discussione
per quanto riguarda le origini causali ( POI
UN'
sis ) del sé e l'altro (cioè, gli atomi che sono
stessi e altri con rispetto all'altro). In entrambi i casi questo substrato si fonda ancora
un altro che è essa stessa dualistica (rendendo così possibile un regresso infinito di auto-
altri substrati) oppure deve essere onticamente non-dualistica. Ciò deriva dal fatto che
44
la dualità di sé e dell'altro sotto qualsiasi forma di atomismo assicura che tali ontologie sono
ontical, cioè, caratterizzato in termini di relazioni tra gli esseri. La domanda
per quanto riguarda l'Essere di questi esseri e la distinzione tra la prima e la
quest'ultimo, vale a dire. la differenza ontologica (sezione 6.5.4) rimane senza indirizzo.
6.4.2.3. Creazione
In questa sezione la nozione di creazione viene esaminato. Va rilevato anzitutto che
la presentazione è stata limitata ad un'analisi di come il concetto è impiegato in
scienza, filosofia e teologia. ( Naive-creazionismo non è stata studiata dal momento che
è in diretto contrasto con l'idea di evoluzione.) Al fine di chiarire cosa si intende per
45
`Creazione ', vale la pena considerare brevemente alcune delle definizioni previste in vari
dizionari filosofici. Ad esempio, Il compagno di Oxford alla filosofia (1995)
definisce creazione come
la proposizione di qualcosa in esistenza.
In cosmologia giudaico-cristiana classica, questo significa che la proposizione dell'universo (o
mondo) all'esistenza dal nulla, vale a dire. creatio ex nihilo . Come ha volato (1979) afferma:
[La creazione è] l'azione necessaria sia per produrre l'universo dal nulla e di essere la sua
causa di sostegno indispensabile. Così, il primo conteggio, il Demiurgo di Platoâ € ™ s Timeo , presentato
come modellare le materie prime già esistenti non è precisamente un Creatore, che è, in quanto egli
pagina 50
Capitolo 6
Poi
UN'
sis
Cioè, ipotizzando uno scenario di Big Bang è corretta. La domanda se questo scenario origine cosmologica
46
è assoluta (globale) o relativo (locale) non è qui in discussione. (Un'interpretazione locale dell'evento creazione era
brevemente esaminato nella sezione 6.4.2.1 in relazione ad una discussione del darwinismo cosmologica.)
produce l'universo ex nihilo (dal nulla), il Dio di Mosaico il teismo è.
Angeles (1981) presenta un concetto radicalmente diverso di creazione come segue:
(L., Creare , `per createa € ™,` per far exista € ™, `mettere in beinga € ™). 1. La presentazione di qualcosa di nuovo
in esistenza di qualcosa esistente in precedenza. 2. L'attività di costruzione, fabbricazione, costruzione,
modellatura, o il prodotto di tale attività.
Questa definizione è coerente con la massima greco classico, ex nihilo nihil fit ,
convenzionalmente interpretata come `nulla viene dal nulla '. Su questo schema, la creazione è
visto come una relazione genetica tra gli esseri. L'adozione di questa massima, al fine di spiegare la
relazione tra Dio e (tutti) gli altri esseri, Mercer (1917) estende la nozione di creazione
agli esseri umani come segue:
è certo che noi stessi siamo, in un senso molto reale, creatori. Da un lato, siamo prodotti di
il processo cosmico; ma su un altro lato possiamo diretto, entro certi limiti, il corso adotta, sia come
riguarda il nostro sviluppo individuale e anche il mondo fuori di noi. (P.30)
Al contrario, Kelsey (1985) interpreta creatio ex nihilo per analogia con il processo antropico
(Sezione 6.4.2.4), sostenendo che
la libertà di Dio di attivi relativi agli analoghi meglio il mondo del troviamo nei rapporti tra
persone e manufatti costituiti da azioni produttive umane intenzionali rispetto a quelli forniti dal
logico, spaziale, o relazioni causali non personali. (P.178)
Questo porta alla posizione creazionista cui Angeles (1981) definisce come segue:
1. La vista che l'universo e le sue forme di vita sono stati prodotti (e vengono prodotti) da un
agente soprannaturale. 2. Tutte le cose iniziano e continuano ad esistere solo attraverso la decisione, il piano, e
l'attività di un essere soprannaturale (Dio). 3. La materia (l'universo) è stato creato istantaneamente da Dio
dal nulla. 4. L'anima umana viene separatamente creato e presentato da Dio alla nascita (o il concepimento).
(1) e (2) sono rilevanti per (almeno) i seguenti due aspetti: (i) l'origine dell'universo
(Supponendo che non è sempre esistita) e (ii) l'origine della vita. Significativamente, quest'ultimo
46
problema rimane un problema in sospeso all'interno della biologia, soprattutto a causa del `pollo
e 'il paradosso dell'uovo che si pone in relazione con cella di auto-replicazione (capitolo 4): Proteine
`costruttori (ribosomi) all'interno delle cellule assemblare (altri) proteine ??leggendo codoni
(triplette di basi nucleotidiche) dalla RNA messaggero (mRNA o, una copia di lavoro di un
segmento di DNA utilizzato nel processo di traduzione gene in proteine) e collegando quindi
pertinenti amminoacidi portati dalla RNA di trasferimento (tRNA o un fine particolare
molecola che trasporta un aminoacido ad una estremità e la corrispondente anti-codone all'altra
fine). Una condizione necessaria per la replicazione cellulare rispetto alle proteine ??è l'esistenza
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Capitolo 6
Poi
UN'
sis
di DNA in quanto tale specifica la cella-macchina (proteine) da costruire; tuttavia, un
condizione necessaria rispetto al DNA è l'esistenza della cellula-macchine proteine
dal momento che questo legge le specifiche di DNA. Quindi, il DNA postulando (o proteine) come
storicamente prima e proteine ??(o DNA) come posteriore porta ad un paradosso esistenziale dovuta
alla dipendenza causale del DNA su proteine ??e viceversa. Diverse soluzioni a questo
problema sono state proposte tra cui l'ipotesi di vita-da-argilla (Cairns-Smith, 85)
e la teoria RNA-mondo. Tuttavia, mentre l'emergere di RNA catalitico di un
prebiotico `zuppa 'è stato considerato da molti come l'ipotesi più plausibile per l'origine
della vita, l'origine di questo RNA stesso rimane problematico (Orgel, 94). Kauffman (1993,
1995) sostiene che al fine di affrontare quest'ultimo problema, è necessario ricorrere alla
concetto di auto-organizzazione (sezione 6.4.2.2), in particolare il autocatalisi di semplice
molecole organiche nel brodo primordiale (Cohen, 96).
Tuttavia, l'auto-organizzazione può essere dimostrato di essere problematico quando il informativo (come
in contrasto con fisico-chimico) la natura delle macromolecole biologiche viene preso in
considerazione. Secondo Yockey (1977), "l'ordine delle osta di cristallo [sua]
la capacità di funzionare come un cod
al di là è interpretevento interEvENTO "il sistema non pensa è pensato lA poietica non pensa è pensata la creatività non pensa è pensata l'intenzionalità non pensa è pensata la volontà non pensa è pensata. EvENTOpoietico exstatico. La Verità non pensa è pensata l" epistemica non pensa è pensata il systema non pensa è pensato physix-non-pensa-è-pensata la metafisicA non pensa è pensata interpretEvENTO ontologico la teoria non pensa è pensata la verità-non-pensa il sistema-non-pensa. È ontoEvENTO l'epistemica-non-pensa la poiesix non pensa è pensata l'exsistenza non pensa è pensata è epiparadossalEvENTO in sé da sé. Il mito non pensa è pensato c'è in sé Kaosmox non pensa è pensato: è EvENTOpoietaNte vi è la matematica non pensa è pensata la musica non pensa è pensata vi è la ragione non pensa è pensata. Eventua epievento in sé la fisica non pensa è pensata perché c'è niente-non-pensa l'ontologia non pensa è pensata di per sé dall'Essere EvENTOdell'essere ontologia. L'essenza noN pensa è Pensata l'artificialità non pEnsA è pensata la metafisica-non-pensa è pensata epinoumena non pensa è pensata fenomena-non-pensa da sé è pensata dà a sé-è filosofia ma non pensa è pensata
Anassimandrontologia dell'essere fenoumeno epistemologico eventONtologia sé crea dinami`Crea sé da sé ; piuttosto, le connotazioni ambientali implicite
da `circostanze» (o contesto) di supporto di interpreti di auto-creazione come organizzazione di sé
by-altro . Tuttavia, anche questa seconda interpretazione è problematico in quanto il sé-altro
dualità è emergente da ciò che è prima sia sé e l'altro. Questo `prima 'può essere
(i) un `ordine inferiore 'sé-altro dualità (che prevede la possibilità di un regresso all'infinito
di tali dualità) o (ii) che è semplicemente prima dualità autonomi altro in quanto tali .
Secondo Maturana e Varela (1980), `auto 'e' altro 'emergere una volta causale-chiusura
è stato raggiunto. Ma raggiunta da cosa ? Chiaramente, questo non può essere il sistema (o
ambiente) poiché sistemi (e ambienti) sono il risultato di tale chiusura. (Infatti,
sistemi possono né essere né essere identificati prima di tale chiusura.) Prima della nascita di
sé e l'altro, non vi è alcuna distinzione tra sistema e ambiente (capitolo 3); piuttosto
vi è semplicemente il `background 'o substrato di entrambi che è un tutto ininterrotto o
plenum. Questa posizione è approvato da Maturana e Varela se stessi, vale a dire.
43
senza unità in uno spazio un autopoietico [che è, auto-produzione o organizzativo-omeostatico]
sistema non è diverso dal contesto in cui si suppone trovarsi, e, quindi, può essere solo una
sistema nello spazio di nostra descrizione dove la sua unità è concettualmente previsto. (P.94)
Tuttavia, dato che la causalità (sezione 6.4.1.3) è una relazione tra gli esseri (le cose), si
deve essere il caso che un self-altra distinzione esiste anche a livello del substrato se il
Quest'ultimo supporta causalità. Questo perché in esseri in materia, causalità richiede
delineazione dell'esistenza in dualità autonomi altro e quindi, l'adozione di un qualche tipo di
atomismo (capitolo 2). Se la relazione causale meccanicistica, cioè se i `atomi 'sono
esternamente connessi e il cambiamento nelle loro combinazioni è governata dalla necessità, la
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Capitolo 6
Poi
UN'
sis
In questo senso, Cariani (1989, 1991) semiotico-funzionalista alternativa al computazionalismo non soffre
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dai problemi connessi con lo schema presentato dalla Kampis (1991), vale a dire. Component-sistemi. Brevemente,
questo deriva dal fatto che Cariani adotta un continuum metafisica rispetto al ontologia naturali.
Creazionismo Naive (o `scienza della creazione ') si basa su una lettura letterale della storia della creazione cristiana come
45
narrata nel libro della Genesi. McIver (1988) fornisce un ottimo biobliography annotata della letteratura
associato a questa posizione. creazionismo illuminato , al contrario, pur contestando la validità del naturalistica
teorie della provenienza di vita e di proporre una tesi alternativa, vale a dire. `disegno intelligente ', è coerente - su alcuni
formulazioni della posizione - con naturalistico evoluzione . Nella misura in cui il problema della dell'origine della vita
rimane un problema reale mentre la sua evoluzione è stata stabilita come dato di fatto, il creazionismo illuminata è una posizione
degno di considerazione.
substrato stesso sarà meccanicistico come in sistemi autopoietici concezione di Maturana
e Varela (1980). Sembrerebbe, quindi, che piuttosto che l'auto-altro essere relazione
visto come emergenti in senso assoluto dal substrato, a-ordine superiore (epi
) sé fenomenico e l'altro emergono come causalmente-sopravveniente su un auto messa a terra e
altri nel substrato. Tuttavia, il problema di sé e viene quindi spostato al
substrato stesso: Data la natura ontical del substrato, è legittimo mettere in discussione
per quanto riguarda le origini causali ( POI
UN'
sis ) del sé e l'altro (cioè, gli atomi che sono
stessi e altri con rispetto all'altro). In entrambi i casi questo substrato si fonda ancora
un altro che è essa stessa dualistica (rendendo così possibile un regresso infinito di auto-
altri substrati) oppure deve essere onticamente non-dualistica. Ciò deriva dal fatto che
44
la dualità di sé e dell'altro sotto qualsiasi forma di atomismo assicura che tali ontologie sono
ontical, cioè, caratterizzato in termini di relazioni tra gli esseri. La domanda
per quanto riguarda l'Essere di questi esseri e la distinzione tra la prima e la
quest'ultimo, vale a dire. la differenza ontologica (sezione 6.5.4) rimane senza indirizzo.
6.4.2.3. Creazione
In questa sezione la nozione di creazione viene esaminato. Va rilevato anzitutto che
la presentazione è stata limitata ad un'analisi di come il concetto è impiegato in
scienza, filosofia e teologia. ( Naive-creazionismo non è stata studiata dal momento che
è in diretto contrasto con l'idea di evoluzione.) Al fine di chiarire cosa si intende per
45
`Creazione ', vale la pena considerare brevemente alcune delle definizioni previste in vari
dizionari filosofici. Ad esempio, Il compagno di Oxford alla filosofia (1995)
definisce creazione come
la proposizione di qualcosa in esistenza.
In cosmologia giudaico-cristiana classica, questo significa che la proposizione dell'universo (o
mondo) all'esistenza dal nulla, vale a dire. creatio ex nihilo . Come ha volato (1979) afferma:
[La creazione è] l'azione necessaria sia per produrre l'universo dal nulla e di essere la sua
causa di sostegno indispensabile. Così, il primo conteggio, il Demiurgo di Platoâ € ™ s Timeo , presentato
come modellare le materie prime già esistenti non è precisamente un Creatore, che è, in quanto egli
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Capitolo 6
Poi
UN'
sis
Cioè, ipotizzando uno scenario di Big Bang è corretta. La domanda se questo scenario origine cosmologica
46
è assoluta (globale) o relativo (locale) non è qui in discussione. (Un'interpretazione locale dell'evento creazione era
brevemente esaminato nella sezione 6.4.2.1 in relazione ad una discussione del darwinismo cosmologica.)
produce l'universo ex nihilo (dal nulla), il Dio di Mosaico il teismo è.
Angeles (1981) presenta un concetto radicalmente diverso di creazione come segue:
(L., Creare , `per createa € ™,` per far exista € ™, `mettere in beinga € ™). 1. La presentazione di qualcosa di nuovo
in esistenza di qualcosa esistente in precedenza. 2. L'attività di costruzione, fabbricazione, costruzione,
modellatura, o il prodotto di tale attività.
Questa definizione è coerente con la massima greco classico, ex nihilo nihil fit ,
convenzionalmente interpretata come `nulla viene dal nulla '. Su questo schema, la creazione è
visto come una relazione genetica tra gli esseri. L'adozione di questa massima, al fine di spiegare la
relazione tra Dio e (tutti) gli altri esseri, Mercer (1917) estende la nozione di creazione
agli esseri umani come segue:
è certo che noi stessi siamo, in un senso molto reale, creatori. Da un lato, siamo prodotti di
il processo cosmico; ma su un altro lato possiamo diretto, entro certi limiti, il corso adotta, sia come
riguarda il nostro sviluppo individuale e anche il mondo fuori di noi. (P.30)
Al contrario, Kelsey (1985) interpreta creatio ex nihilo per analogia con il processo antropico
(Sezione 6.4.2.4), sostenendo che
la libertà di Dio di attivi relativi agli analoghi meglio il mondo del troviamo nei rapporti tra
persone e manufatti costituiti da azioni produttive umane intenzionali rispetto a quelli forniti dal
logico, spaziale, o relazioni causali non personali. (P.178)
Questo porta alla posizione creazionista cui Angeles (1981) definisce come segue:
1. La vista che l'universo e le sue forme di vita sono stati prodotti (e vengono prodotti) da un
agente soprannaturale. 2. Tutte le cose iniziano e continuano ad esistere solo attraverso la decisione, il piano, e
l'attività di un essere soprannaturale (Dio). 3. La materia (l'universo) è stato creato istantaneamente da Dio
dal nulla. 4. L'anima umana viene separatamente creato e presentato da Dio alla nascita (o il concepimento).
(1) e (2) sono rilevanti per (almeno) i seguenti due aspetti: (i) l'origine dell'universo
(Supponendo che non è sempre esistita) e (ii) l'origine della vita. Significativamente, quest'ultimo
46
problema rimane un problema in sospeso all'interno della biologia, soprattutto a causa del `pollo
e 'il paradosso dell'uovo che si pone in relazione con cella di auto-replicazione (capitolo 4): Proteine
`costruttori (ribosomi) all'interno delle cellule assemblare (altri) proteine ??leggendo codoni
(triplette di basi nucleotidiche) dalla RNA messaggero (mRNA o, una copia di lavoro di un
segmento di DNA utilizzato nel processo di traduzione gene in proteine) e collegando quindi
pertinenti amminoacidi portati dalla RNA di trasferimento (tRNA o un fine particolare
molecola che trasporta un aminoacido ad una estremità e la corrispondente anti-codone all'altra
fine). Una condizione necessaria per la replicazione cellulare rispetto alle proteine ??è l'esistenza
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Capitolo 6
Poi
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di DNA in quanto tale specifica la cella-macchina (proteine) da costruire; tuttavia, un
condizione necessaria rispetto al DNA è l'esistenza della cellula-macchine proteine
dal momento che questo legge le specifiche di DNA. Quindi, il DNA postulando (o proteine) come
storicamente prima e proteine ??(o DNA) come posteriore porta ad un paradosso esistenziale dovuta
alla dipendenza causale del DNA su proteine ??e viceversa. Diverse soluzioni a questo
problema sono state proposte tra cui l'ipotesi di vita-da-argilla (Cairns-Smith, 85)
e la teoria RNA-mondo. Tuttavia, mentre l'emergere di RNA catalitico di un
prebiotico `zuppa 'è stato considerato da molti come l'ipotesi più plausibile per l'origine
della vita, l'origine di questo RNA stesso rimane problematico (Orgel, 94). Kauffman (1993,
1995) sostiene che al fine di affrontare quest'ultimo problema, è necessario ricorrere alla
concetto di auto-organizzazione (sezione 6.4.2.2), in particolare il autocatalisi di semplice
molecole organiche nel brodo primordiale (Cohen, 96).
Tuttavia, l'auto-organizzazione può essere dimostrato di essere problematico quando il informativo (come
in contrasto con fisico-chimico) la natura delle macromolecole biologiche viene preso in
considerazione. Secondo Yockey (1977), "l'ordine delle osta di cristallo [sua]
la capacità di funzionare come un cod
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al di là è interpretevento interEvENTO "il sistema non pensa è pensato lA poietica non pensa è pensata la creatività non pensa è pensata l'intenzionalità non pensa è pensata la volontà non pensa è pensata. EvENTOpoietico exstatico. La Verità non pensa è pensata l" epistemica non pensa è pensata il systema non pensa è pensato physix-non-pensa-è-pensata la metafisicA non pensa è pensata interpretEvENTO ontologico la teoria non pensa è pensata la verità-non-pensa il sistema-non-pensa. È ontoEvENTO l'epistemica-non-pensa la poiesix non pensa è pensata l'exsistenza non pensa è pensata è epiparadossalEvENTO in sé da sé. Il mito non pensa è pensato c'è in sé Kaosmox non pensa è pensato: è EvENTOpoietaNte vi è la matematica non pensa è pensata la musica non pensa è pensata vi è la ragione non pensa è pensata. Eventua epievento in sé la fisica non pensa è pensata perché c'è niente-non-pensa l'ontologia non pensa è pensata di per sé dall'Essere EvENTOdell'essere ontologia. L'essenza noN pensa è Pensata l'artificialità non pEnsA è pensata la metafisica-non-pensa è pensata epinoumena non pensa è pensata fenomena-non-pensa da sé è pensata dà a sé-è filosofia ma non pensa è pensata
Anassimandrontologia dell'essere fenoumeno epistemologico eventONtologia sé crea dinami`Crea sé da sé ; piuttosto, le connotazioni ambientali implicite
da `circostanze» (o contesto) di supporto di interpreti di auto-creazione come organizzazione di sé
by-altro . Tuttavia, anche questa seconda interpretazione è problematico in quanto il sé-altro
dualità è emergente da ciò che è prima sia sé e l'altro. Questo `prima 'può essere
(i) un `ordine inferiore 'sé-altro dualità (che prevede la possibilità di un regresso all'infinito
di tali dualità) o (ii) che è semplicemente prima dualità autonomi altro in quanto tali .
Secondo Maturana e Varela (1980), `auto 'e' altro 'emergere una volta causale-chiusura
è stato raggiunto. Ma raggiunta da cosa ? Chiaramente, questo non può essere il sistema (o
ambiente) poiché sistemi (e ambienti) sono il risultato di tale chiusura. (Infatti,
sistemi possono né essere né essere identificati prima di tale chiusura.) Prima della nascita di
sé e l'altro, non vi è alcuna distinzione tra sistema e ambiente (capitolo 3); piuttosto
vi è semplicemente il `background 'o substrato di entrambi che è un tutto ininterrotto o
plenum. Questa posizione è approvato da Maturana e Varela se stessi, vale a dire.
43
senza unità in uno spazio un autopoietico [che è, auto-produzione o organizzativo-omeostatico]
sistema non è diverso dal contesto in cui si suppone trovarsi, e, quindi, può essere solo una
sistema nello spazio di nostra descrizione dove la sua unità è concettualmente previsto. (P.94)
Tuttavia, dato che la causalità (sezione 6.4.1.3) è una relazione tra gli esseri (le cose), si
deve essere il caso che un self-altra distinzione esiste anche a livello del substrato se il
Quest'ultimo supporta causalità. Questo perché in esseri in materia, causalità richiede
delineazione dell'esistenza in dualità autonomi altro e quindi, l'adozione di un qualche tipo di
atomismo (capitolo 2). Se la relazione causale meccanicistica, cioè se i `atomi 'sono
esternamente connessi e il cambiamento nelle loro combinazioni è governata dalla necessità, la
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Capitolo 6
Poi
UN'
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In questo senso, Cariani (1989, 1991) semiotico-funzionalista alternativa al computazionalismo non soffre
44
dai problemi connessi con lo schema presentato dalla Kampis (1991), vale a dire. Component-sistemi. Brevemente,
questo deriva dal fatto che Cariani adotta un continuum metafisica rispetto al ontologia naturali.
Creazionismo Naive (o `scienza della creazione ') si basa su una lettura letterale della storia della creazione cristiana come
45
narrata nel libro della Genesi. McIver (1988) fornisce un ottimo biobliography annotata della letteratura
associato a questa posizione. creazionismo illuminato , al contrario, pur contestando la validità del naturalistica
teorie della provenienza di vita e di proporre una tesi alternativa, vale a dire. `disegno intelligente ', è coerente - su alcuni
formulazioni della posizione - con naturalistico evoluzione . Nella misura in cui il problema della dell'origine della vita
rimane un problema reale mentre la sua evoluzione è stata stabilita come dato di fatto, il creazionismo illuminata è una posizione
degno di considerazione.
substrato stesso sarà meccanicistico come in sistemi autopoietici concezione di Maturana
e Varela (1980). Sembrerebbe, quindi, che piuttosto che l'auto-altro essere relazione
visto come emergenti in senso assoluto dal substrato, a-ordine superiore (epi
) sé fenomenico e l'altro emergono come causalmente-sopravveniente su un auto messa a terra e
altri nel substrato. Tuttavia, il problema di sé e viene quindi spostato al
substrato stesso: Data la natura ontical del substrato, è legittimo mettere in discussione
per quanto riguarda le origini causali ( POI
UN'
sis ) del sé e l'altro (cioè, gli atomi che sono
stessi e altri con rispetto all'altro). In entrambi i casi questo substrato si fonda ancora
un altro che è essa stessa dualistica (rendendo così possibile un regresso infinito di auto-
altri substrati) oppure deve essere onticamente non-dualistica. Ciò deriva dal fatto che
44
la dualità di sé e dell'altro sotto qualsiasi forma di atomismo assicura che tali ontologie sono
ontical, cioè, caratterizzato in termini di relazioni tra gli esseri. La domanda
per quanto riguarda l'Essere di questi esseri e la distinzione tra la prima e la
quest'ultimo, vale a dire. la differenza ontologica (sezione 6.5.4) rimane senza indirizzo.
6.4.2.3. Creazione
In questa sezione la nozione di creazione viene esaminato. Va rilevato anzitutto che
la presentazione è stata limitata ad un'analisi di come il concetto è impiegato in
scienza, filosofia e teologia. ( Naive-creazionismo non è stata studiata dal momento che
è in diretto contrasto con l'idea di evoluzione.) Al fine di chiarire cosa si intende per
45
`Creazione ', vale la pena considerare brevemente alcune delle definizioni previste in vari
dizionari filosofici. Ad esempio, Il compagno di Oxford alla filosofia (1995)
definisce creazione come
la proposizione di qualcosa in esistenza.
In cosmologia giudaico-cristiana classica, questo significa che la proposizione dell'universo (o
mondo) all'esistenza dal nulla, vale a dire. creatio ex nihilo . Come ha volato (1979) afferma:
[La creazione è] l'azione necessaria sia per produrre l'universo dal nulla e di essere la sua
causa di sostegno indispensabile. Così, il primo conteggio, il Demiurgo di Platoâ € ™ s Timeo , presentato
come modellare le materie prime già esistenti non è precisamente un Creatore, che è, in quanto egli
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Cioè, ipotizzando uno scenario di Big Bang è corretta. La domanda se questo scenario origine cosmologica
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è assoluta (globale) o relativo (locale) non è qui in discussione. (Un'interpretazione locale dell'evento creazione era
brevemente esaminato nella sezione 6.4.2.1 in relazione ad una discussione del darwinismo cosmologica.)
produce l'universo ex nihilo (dal nulla), il Dio di Mosaico il teismo è.
Angeles (1981) presenta un concetto radicalmente diverso di creazione come segue:
(L., Creare , `per createa € ™,` per far exista € ™, `mettere in beinga € ™). 1. La presentazione di qualcosa di nuovo
in esistenza di qualcosa esistente in precedenza. 2. L'attività di costruzione, fabbricazione, costruzione,
modellatura, o il prodotto di tale attività.
Questa definizione è coerente con la massima greco classico, ex nihilo nihil fit ,
convenzionalmente interpretata come `nulla viene dal nulla '. Su questo schema, la creazione è
visto come una relazione genetica tra gli esseri. L'adozione di questa massima, al fine di spiegare la
relazione tra Dio e (tutti) gli altri esseri, Mercer (1917) estende la nozione di creazione
agli esseri umani come segue:
è certo che noi stessi siamo, in un senso molto reale, creatori. Da un lato, siamo prodotti di
il processo cosmico; ma su un altro lato possiamo diretto, entro certi limiti, il corso adotta, sia come
riguarda il nostro sviluppo individuale e anche il mondo fuori di noi. (P.30)
Al contrario, Kelsey (1985) interpreta creatio ex nihilo per analogia con il processo antropico
(Sezione 6.4.2.4), sostenendo che
la libertà di Dio di attivi relativi agli analoghi meglio il mondo del troviamo nei rapporti tra
persone e manufatti costituiti da azioni produttive umane intenzionali rispetto a quelli forniti dal
logico, spaziale, o relazioni causali non personali. (P.178)
Questo porta alla posizione creazionista cui Angeles (1981) definisce come segue:
1. La vista che l'universo e le sue forme di vita sono stati prodotti (e vengono prodotti) da un
agente soprannaturale. 2. Tutte le cose iniziano e continuano ad esistere solo attraverso la decisione, il piano, e
l'attività di un essere soprannaturale (Dio). 3. La materia (l'universo) è stato creato istantaneamente da Dio
dal nulla. 4. L'anima umana viene separatamente creato e presentato da Dio alla nascita (o il concepimento).
(1) e (2) sono rilevanti per (almeno) i seguenti due aspetti: (i) l'origine dell'universo
(Supponendo che non è sempre esistita) e (ii) l'origine della vita. Significativamente, quest'ultimo
46
problema rimane un problema in sospeso all'interno della biologia, soprattutto a causa del `pollo
e 'il paradosso dell'uovo che si pone in relazione con cella di auto-replicazione (capitolo 4): Proteine
`costruttori (ribosomi) all'interno delle cellule assemblare (altri) proteine ??leggendo codoni
(triplette di basi nucleotidiche) dalla RNA messaggero (mRNA o, una copia di lavoro di un
segmento di DNA utilizzato nel processo di traduzione gene in proteine) e collegando quindi
pertinenti amminoacidi portati dalla RNA di trasferimento (tRNA o un fine particolare
molecola che trasporta un aminoacido ad una estremità e la corrispondente anti-codone all'altra
fine). Una condizione necessaria per la replicazione cellulare rispetto alle proteine ??è l'esistenza
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di DNA in quanto tale specifica la cella-macchina (proteine) da costruire; tuttavia, un
condizione necessaria rispetto al DNA è l'esistenza della cellula-macchine proteine
dal momento che questo legge le specifiche di DNA. Quindi, il DNA postulando (o proteine) come
storicamente prima e proteine ??(o DNA) come posteriore porta ad un paradosso esistenziale dovuta
alla dipendenza causale del DNA su proteine ??e viceversa. Diverse soluzioni a questo
problema sono state proposte tra cui l'ipotesi di vita-da-argilla (Cairns-Smith, 85)
e la teoria RNA-mondo. Tuttavia, mentre l'emergere di RNA catalitico di un
prebiotico `zuppa 'è stato considerato da molti come l'ipotesi più plausibile per l'origine
della vita, l'origine di questo RNA stesso rimane problematico (Orgel, 94). Kauffman (1993,
1995) sostiene che al fine di affrontare quest'ultimo problema, è necessario ricorrere alla
concetto di auto-organizzazione (sezione 6.4.2.2), in particolare il autocatalisi di semplice
molecole organiche nel brodo primordiale (Cohen, 96).
Tuttavia, l'auto-organizzazione può essere dimostrato di essere problematico quando il informativo (come
in contrasto con fisico-chimico) la natura delle macromolecole biologiche viene preso in
considerazione. Secondo Yockey (1977), "l'ordine delle osta di cristallo [sua]
la capacità di funzionare come un cod
venerdì, settembre 02, 2016
mercoledì, agosto 31, 2016
GIACINTO PLESCIA Ilmiolibro.it
crea EVEntux
Già essere lì esserlì già è là dell'essere Gestellepifenoumeno'ontologicO RadurAblu epifenoumeno GestellEVEntux'ex nihilx è EvEnTo d'epifenoumenico già fondamento ultimo creatività è ultimEvEnTo dello spaziotemporA EvEnTo-spazio è creatività vi è Spaziovuoto-è EvEnTO vuoto è epiparadossa vuotospazio vuoto`nulla 'esserEvEnTO spazionulla'spazio EvENTO nihilxspaziotemPo È EvENTO dell'essere. In sé EsserespazialEvENTO'ultimo è GestellEvENTO-Creatività spazio-Creatività spaziointerEvENTO è epifenoumeno è epievento fenoumeventessere dà la creazionEvENTO crea eventa È eventità al di là è interpretEvENTO è epifenoumenalEvENto che crea. Nihil dal nulla creazione dal nulla È in sé al di là Perché c'è che niente creatio ex nihilontologico ontologicamente
dal nulla vi è
creazione di equilibrio interno ed esterno, e per garantire autoconservazione nella misura in cui
si verificano. Essi sono più appropriatamente considerati semplicemente come casi particolari o aspetti parziali di
quelle forme più ampie di attività e di interazione che rendono collettivamente i processi
della vita una questione di crescita e declino. L'affermazione di trasformazione e contro-asserzione coinvolgono
è distruttiva così come produttivo di ordine e di stabilità; e la loro tendenza generale è verso la
trascendenza piuttosto che la perpetuazione di modelli esistenti. (P.243)
il pensiero di Nietzsche fornisce la base per la critica sia la nozione di `egoista '
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Capitolo 6
Poi
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In questo caso, l'origine, incipience o poi
UN'
sis (coming-via) della competitività.
34
replicatori (Dawkins, 95) e cosmologie darwiniane (Smolin, 97) dal momento che, a suo avviso,
secondo "primato nel regno della vita ad un procreativo impulso .. soffre dello stesso
doppio effetto come fa l'ipotesi di autoconservazione, di attribuire ad un ultimità
principio che è allo stesso tempo teleologica e superfluo ". (p.244) Nietzsche sposta il locus
dell'evoluzione della specie per l'individuo, sostenendo che auto-replica è
in emergenza a terra nella volontà di potere e che "la procreazione è la conseguenza di
un impotenza [che rende necessaria una funzionalità organizzativa distribuita]. "
(P.245) Su questa base, si è portato a presentare in alternativa al convenzionale (darwiniana)
interpretazione delle utility:
`utile 'per quanto riguarda l' accelerazione del ritmo di evoluzione è un diverso tipo di` utile' da quella
per quanto riguarda la stabilità la massima durata e di ciò che si è evoluto [enfasi
aggiunto]. (P.246)
Per Nietzsche, l'essenza della vita è la volontà di potere, che è, l'unità di stabilire e
mantenere la superiorità dell'individuo (auto) sul collettiva (altro). Quindi il
implicazioni negative (per natura) di "lotta" tra organismo e envronment
culmina in una metafisica e visto tipicamente individualista versa. come Keller
(1991) afferma:
gran parte della teoria evolutiva contemporanea si basa su una rappresentazione del `individuo '- sia esso il
organismo o il gene - che è lanciato nella particolare immagine dell'uomo che potremmo definire la `uomo hobbesiano ':
contemporaneamente autonoma e opposizione, connesso al mondo in cui si trova non dalla
la promessa di vita e di crescita, ma soprattutto dalla minaccia di morte e la perdita, la sua più importante necessità di essere
la difesa dei suoi confini. (P.87)
Lei continua ad affermare che "la stessa mossa che definisce l'interesse e l'altruismo come
logicamente opposti rende l'indipendenza [cioè, l'autonomia] virtualmente indistinguibile
dalla concorrenza. "(p.89) Ancora una volta,
così automatico è l'associazione tra scarsità e la concorrenza che, in un uso ecologico moderno,
la concorrenza è venuto per essere definito come l'affidamento simultaneo di due persone, o due specie,
su una risorsa essenziale che è in quantità limitata .. Dal momento che la scarsità di risorse può essere per sé difficilmente
messo in discussione, tale definizione si presta alla concorrenza lo stesso status a priori. (P.90)
E 'una breve pena considerando la (possibile) base storica per la vista che il
organismo-ambiente (o, più in generale, l'auto-altro) relazione è competitivo
al contrario di cooperativa in quanto si tratta di una questione riguardante le origini, incipence e, di conseguenza,
poi
UN'
sis (diventando, coming-indietro, portando-via). Fondamentalmente, sembra che la
34
problema si risolve ad una differenza nell'interpretazione di opposizione : Nella filosofia occidentale,
forze naturali sono tenuti ad essere in conflitto , una vista che può essere fatta risalire al Eraclito
(Heidegger, 59); Nella filosofia orientale, al contrario, e in particolare nel Taoismo, come ad
forze ritenuti complementari , cioè in sintonia (W, 75). Queste posizioni possono
pagina 36
Capitolo 6
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Tuttavia, la posizione di Searle (1995) è di per sé problematico dal momento che è impossibile stabilire che la natura è non
35
teleologico. Ciò deriva dal fatto che la natura è il dato , cioè la onticamente priori rispetto alla
umana artefice-interprete e, di conseguenza, il suo stato teleologica non può essere determinato in qualcosa di diverso da un
epistemicamente a posteriori senso, cioè, osservatore-relativisticamente (capitolo 7).
essere riconciliati (cioè resi commensurabili) se sono interpretati epistemologicamente,
cioè. conflitto come endosystemic e l'armonia come exosystemic.
L'evoluzione tramite la selezione naturale è stata contestata su una serie di motivi. Per esempio,
secondo Ho et al. (1988),
il rapporto tra organismo e ambiente forma un insieme continuo di sviluppo:
processi fisiologici che generano variazioni sono a loro volta messe in moto dalla cosiddetta `selettivo
forze 'per l'ambiente in modo che raramente è possibile dire dove variazioni end e selezione
inizia .. Non c'è separazione rigida tra un fenotipo somatica che varia e una linea germinale
genotipo è soggetto alla selezione; di conseguenza, la distinzione tra la variazione e naturale
selezione è priva di qualsiasi fondamento ontologico ferma. Nella maggior parte dei casi il concetto di selezione naturale è semplicemente
abusato. (P.5)
Su questa base si contestano la validità del riduzionismo genetico, sostenendo che "genetica
codificando meccanismi sarebbero inutili sono stati lì non funzioni vitali, come irritabilità
e il metabolismo, da codificare "(p.7), e sostenere l'adozione di una biologia strutturalista:
Non casualità implica un determinismo locale, ma non un determinismo meccanico o laplaciano. In altro
parole, non porta a finalità, o stato finale unico. Chance e infortuni saranno ancora attesi
a svolgere un ruolo, altrimenti non ci sarebbe stata una diversità di proteine, organismi, organizzazioni sociali
e culture. Il problema con il neo-darwinismo, non è che si pone l'accento esclusivo sul caso o
incidente nella generazione di variazione, ma che ignora tanto (o non tiene esplicito
account) eventuale struttura dello spazio di probabilità, che facciano nella nascita della vita
o nell'evoluzione di organismi e organizzazioni sociali. (Pp.7-8)
Come detto in precedenza, Ho e Saunders (1982) sostengono che "l'approccio neo-darwiniana per
l'evoluzione è esclusivamente teleologica. "(p.86) Tuttavia, Searle (1995) sostiene che il
nozione di funzione nelle spiegazioni teleologiche è antropocentrica, più precisamente, che
è osservativamente-relativistica e, di conseguenza, artefatti (o istituzionale), mentre l'evoluzione,
al contrario, è un processo naturale e, di conseguenza, non teleologica (anche se funzionale). Ho
35
e Saunders andare ad affermare che
Darwiniana della selezione naturale dipende da quanto segue: (1) la presenza di variazioni ereditarie nelle
organismi individuali; (2) il potenziale di Malthus (cioè geometrica) aumento della popolazione; (3) la
limitazione delle risorse nell'ambiente. Date queste condizioni, ci sarà competizione per
sopravvivenza e la riproduzione in cui le varianti più adatti alla fine vincerà. Questo porta ad un
miglioramento nell'adattamento delle specie oltre un certo numero di generazioni, e se il processo è
continuato (soprattutto se vi è un cambiamento nell'ambiente), ci sarà una trasmutazione graduale
di specie. (P.86)
Essi sostengono che il darwinismo è impegnata a due presupposti metafisici, vale a dire. (io)
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efficiente (o esterno causalità) e (ii) tychism (vale a dire, casualità o del caso):
[T] egli essenza della teoria di Darwin è che la causa efficiente (che sostituisce la causa finale) di
evoluzione è esterna all'organismo: qualunque scopo o motivo apparente negli organismi sono esclusivamente
il risultato di variazioni casuali e la necessità della lotta per la sopravvivenza. (Pp.88-89)
Per quanto riguarda l'interpretazione dell'evoluzione in meccanicistico (o onticamente-esternalista)
termini, Whitehead (1926) afferma quanto segue:
una filosofia evolutiva approfondita è in contrasto con il materialismo. La roba aborigeni, o
materiale, da cui parte una filosofia materialista è incapace di evoluzione. Questo materiale è in
stessa sostanza finale. Evolution, sulla teoria materialistica, è ridotto al ruolo di
un'altra parola per la descrizione dei cambiamenti delle relazioni esterne tra porzioni di materia.
Non c'è niente di evolvere perché una serie di relazioni esterne è buono come qualsiasi altra serie di esterni
relazioni. Non ci può essere semplice cambiamento, inutile e unprogressive. Ma il punto della
moderna dottrina è l'evoluzione del complesso organismo da stati antecedenti di meno complessa
organismi. La dottrina grida così ad alta voce per una concezione di organismo fondamentale per la natura.
(P.130)
Per quanto riguarda il ruolo del caso nella produzione di varianti e la sua relazione al
meccanismo della selezione naturale, Dawkins (1986) sostiene che
variazione e lavoro di selezione insieme per produrre l'evoluzione. Il darwiniana dice che la variazione è
casuale nel senso che non è diretto verso il miglioramento, e che tendenza
miglioramento nell'evoluzione proviene dalla selezione.
[Questo] non vi è alcun pregiudizio nella variazione mutazionale che viene offerto per la selezione .. solo che significa
mutazione non è polarizzato sistematicamente nella direzione di miglioramento adattativo. (P.308)
Tuttavia, Williams (1996) sostiene che "le storie adattazionista non sono sull'evoluzione
così tanto come sulla sua assenza. "(p.26) La pragmatica (contingente) effetto di naturale
selezione è descritta come segue:
Ora sappiamo, da esperimenti abbondanti sul potenziale evolutivo degli organismi viventi, che
sono capaci di evolvere molto più rapidamente di quanto normalmente osservato oggi o reperita fossili
disco. Ciò che la selezione naturale fa principalmente è quello di abbattere le partenze dal momento ottimale
sviluppo delle caratteristiche mostrate da organismi. (P.43)
Così, "il processo proposto da Darwin come la principale causa dell'evoluzione ora si pensa
di operare principalmente a prevenire evoluzione. "(p.44) Ciò è coerente con le posizioni in cui
il ruolo della selezione naturale come forza generatrice di evoluzione è contestata. Per
esempio secondo Ho e Saunders (1982),
dal momento che la selezione naturale dipende dall'esistenza di variazioni, il vero meccanismo di evoluzione deve trovarsi
nei processi in cui variazioni vengono generati. Insistendo che le variazioni sorgono a caso, o
per puro caso, neo-darwinisti hanno efficacemente bandito dalla ricerca scientifica
del tutto. (P.90)
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Capitolo 6
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Nagel (1997), nella difesa della razionalità contro epistemologia evolutiva, è portato a ritenere che "la
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il riconoscimento di argomentazioni logiche come indipendente valido è un presupposto dell'accettabilità di un evolutivo
storia circa la fonte di tale riconoscimento. Ciò significa che l'ipotesi evolutiva è accettabile solo se
la ragione non ha bisogno il suo sostegno. Al massimo si può mostrare il motivo per cui l'esistenza della ragione non deve essere biologicamente
misterioso. "(p.136)
Sherman (1997) sostiene che "` caso 'è la delusione del naturalista con le parti
del mondo che non può essere controllato. `Design 'è l'affermazione del mondo sia in
le aree che capiscono e quelli che non lo facciamo. "(p.9) Contestando l'adeguatezza del
`Caso e necessità 'o variazione e selezione tesi, Fagerström et al. (1996) mantenere
quella
principali transizioni in evoluzione - come l'origine della vita, la comparsa di cellule eucariotiche, e
origine della capacità umana di lingua, per citarne alcuni .. non può essere descritta in modo soddisfacente da
modelli consolidati di microevoluzione. Ciò che è necessario è un modello aperto, in cui evolutivo
novità (o meglio, le rappresentazioni della stessa) possono continuare a sorgere a tempo indeterminato. Questo modello deve essere
correlate a un momento inesistente teoria di variazione , che a sua volta deve essere correlato alla teoria
organizzazione di oggetti, la cui evoluzione vorremmo descrivere [enfasi aggiunta]. (p.2040)
Per esempio, come Nelson (1993) afferma: "oggettivamente determinando [la] ottimalità [di
adattamenti] è tutt'altro che ovvia. "(p.3) Citando Endler (1986) a sostegno, Nelson tiene
che, mentre la selezione naturale e di altri meccanismi, come la deriva genetica di Kimura può
spiegare la diffusione di varianti e adattamenti in popolazioni, non possono spiegare la
origine di tali caratteristiche; di conseguenza, il ricorso alla metafisica "scatola nera" del caso in
(1995) descrizione di Dennett della tesi neo-darwiniana. Supporto aggiuntivo per questo
posizione è fornita da Ayala (1985b), il quale sostiene che
ci manca una teoria soddisfacente per spiegare l'origine delle novità evolutiva. genetica mendeliana
accoppiato con le teorie di mutazione e selezione naturale fornire una adeguata concettuale
quadro per spiegare come i geni cambiano nel tempo, ma sono insufficienti per una completa
comprensione di come i geni è venuto per essere. (P.72)
Nagel (1986), tuttavia, va molto più in là nella sua critica del darwinismo:
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la teoria darwiniana della selezione naturale, assumendo la verità delle sue affermazioni storiche su come
gli organismi si sviluppano, è una spiegazione molto parziale perché siamo come siamo. Spiega la selezione
Tra queste possibilità organici che sono stati generati, ma non spiega le possibilità
loro stessi. Si tratta di una teoria diacronico che cerca di spiegare la particolare evoluzione percorso avrà
attraverso una serie di possibilità in determinate condizioni. Si può spiegare il motivo per cui le creature di visione o
ragione sopravviverà, ma non spiega come visione o di ragionamento sono possibili. Questi non richiedono
spiegazioni diacronici ma senza tempo. La gamma di opzioni biologiche su cui la selezione naturale può
operare è straordinariamente ricco, ma anche fortemente vincolata. Anche se casualità è un fattore
determinare quale mutazione apparirà quando (e l'entità della casualità è apparentemente in
controversie), la gamma di possibilità genetiche non è di per sé un evento casuale ma necessaria
occorrenza dell'ordine naturale. La possibilità di menti capaci di formare progressivamente più
concezioni oggettive della realtà non è qualcosa che la teoria della selezione naturale può tentare di spiegare,
poiché non spiega possibilità a tutti, ma solo selezione tra loro. (Pp.78-79)
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Questa posizione è supportata da Berlinski (1996) il quale sostiene che la selezione naturale è
"Il filtro, ma non la fonte del cambiamento" (p.10) e da Koestler (1978) il quale sostiene che
"si tratta di un errore comune tra gli evoluzionisti a confondere il processo di eliminazione del
inadatti con il processo di evoluzione verso un ideale unica del `fitness '." (p.171)
Secondo Gould (1997), "come minimo, per spiegare percorsi evolutivi attraverso
tempo, i vincoli imposti dalla storia salire a uguale rilievo con l'immediato
vantaggi di adattamento. "(p.4) nel sostenere un approccio pluralistico allo studio di
evoluzione, egli contesta (1995) l'interpretazione algoritmico di Dennett del processo: mentre
la selezione naturale (come interpretato sotto il neo-darwinismo) può fornire una necessaria
condizioni e una base meccanicistica per "la parte di ingegneria della biologia" (p.5), è di gran lunga
venga stabilito che esso costituisce una sufficiente condizione per la spiegazione
fenomeni biologici. Per esempio,
la selezione naturale non spiega perché molte transizioni evolutive da un nucleotide in un altro
sono neutrali, e quindi non adattivo. La selezione naturale non spiega il motivo per cui un meteorite si schiantò
la terra 65 milioni di anni fa, mettendo in moto l'estinzione di mezza specie del mondo. (P.5)
Anticipando gli approcci neo-strutturalista adottate dalla Kauffman (1996) e altri
coinvolgendo applicazione della teoria del caos e della complessità alla biologia, Ho e Saunders
(1982) sostengono che "la nuova opposizione al neo-darwinismo riconosce la
la complessità e l'organizzazione negli esseri viventi ". (p.90) Ci sono due punti da notare in questo
rispetto: in primo luogo, come ha sostenuto Dennett (1995), non è necessariamente il caso che neo
Darwinismo e complessità teorica approcci si escludono a vicenda. Questa posizione
è supportato dal fatto che il primo assume una dualità metafisica `caso e
necessità 'mentre il secondo sostiene che il caso può essere reso epistemicamente
commensurabile con ontical necessità data la capacità di generazione di "deterministica
casualità "(Davies, 93) in sistemi dinamici non lineari (capitolo 2) e il nascondimento
variabili interpretazione dei fenomeni quantistici (capitolo 4); in secondo luogo, e più
Soprattutto, si potrebbe sostenere che gli approcci strutturalisti sono implicitamente impegnati -
con neodarwinismo - a una metafisica externalistic definiti in termini di efficienza
causalità. Tuttavia, Rose et al. (1984), sostenuta da Bateson (1988), criticare la
vista passivo dell'organismo che è motivato da una interpretazione esternalista di
evoluzione, implicitamente citando l'effetto Baldwin in difesa della loro posizione:
Gli organismi non semplicemente adattarsi a, ambienti autonomi preesistenti; loro creano,
distruggere, modificare e trasformare internamente aspetti del mondo esterno con le proprie attività di vita di
rendere questo ambiente. Così come non vi è alcun organismo senza un ambiente, quindi il loro non è
ambiente senza un organismo. Né organismo nè ambiente è un sistema chiuso; ciascuno è aperto
all'altro. (P.273)
Di conseguenza, postulando un ambiente autonoma - e, di conseguenza, un
ontologia definito in termini di relazioni esterne - è problematica:
Il problema con il tentativo di descrivere un ambiente autonoma è che c'è un'infinità di modi
in cui i bit e pezzi del mondo possono essere messi insieme per rendere gli ambienti. Dobbiamo fare
una chiara distinzione tra un mondo esterno non strutturata delle forze fisiche, e l'ambiente
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Questo è, in un certo senso, una riaffermazione del concetto di evoluzione presentato da Herbert Spencer a First Principles
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(1862), vale a dire: un cambiamento da una omogeneità incoerente un'eterogeneità coerenti, e coinvolge due nozioni:
(i) la differenziazione e (ii) ordine .
(Letteralmente, le frazioni) di un organismo, che è definita dall'organismo stesso. (P.273)
Essi offrono il seguente elenco di modi in cui gli organismi determinano i loro ambienti,
cioè (i) la realizzazione, (ii) trasformazione, (iii) trasduzione e (iv) modifica del
modello statistico di variazioni ambientali (pp.274-275). A sostegno di un tale
interpretazione dell'organismo, Piaget (1976) fornisce le
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